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Rio 2016: broadcasting e sponsor accrescono i ricavi

25 July 2016
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I Giochi Olimpici estivi verranno inaugurati il 5 agosto con la cerimonia d’apertura nel suggestivo stadio Maracana: un’edizione storica, in quanto Rio sarà la prima host city olimpica del Sud America, dopo aver ospitato due anni fa la Fifa World Cup.
La sostenibilità economica dei Giochi è un argomento spesso dibattuto, viste le difficoltà affrontate da molte città nel gestire la legacy dell’evento: due case history su tutte sono quelle di Montreal 1976 e Atene 2004, edizioni che hanno avuto conseguenze devastanti sui bilanci pubblici di Canada e Grecia rispettivamente.
Ma quali sono i flussi di ricavo dei Giochi? Quanto contribuiscono le singole voci e qual è il modello distributivo ai comitati e alle federazioni?

Innanzitutto, il trend che emerge quando si analizzano i dati distribuiti dal CIO ci dice di un volume d’affari che continua a crescere: confrontando i ricavi del quadriennio 93-96 con quelli del 2013-2016, il valore è più che triplicato, passando da 2.6 a 8.2 miliardi di USD. Se l’impatto di ticketing e licensing non si è di molto modificato (fa eccezione Londra 2012, con un boom di incassi da botteghino di 988 milioni di USD), le voci di broadcasting e sponsorship si sono assestate come le più rilevanti per i quadrienni olimpici.

*dati in miliardi di $

La fetta più grande della torta dei ricavi è certamente quella dei broadcasting rights, che vanno a comporre circa il 50% del totale dei ricavi dei Giochi ed oltre il 70% se ci riferiamo agli introiti del CIO, visto che le partnership domestiche non ne fanno parte.
La NBC è l’emittente olimpica (trasmette anche gli Youth Games e i Paralympic Games) negli USA, che per i Giochi dal 2014 al 2020 pagherà al CIO una cifra intorno a 1.1 miliardi di USD per edizione, mentre tra il 2021 e il 2032 la quota per evento aumenterà del 14% circa, arrivando a 1.25 miliardi. La NBC produrrà oltre 6.ooo ore di contenuti sui Giochi di Rio, e ha comunicato a fine marzo scorso di aver già raggiunto la milestone di 1 miliardo di dollari di ads vendute, il che garantirà al broadcaster americano di superare il record stabilito a Londra (1.3 miliardi).
L’audience globale dell’evento è stimata oltre i 3.6 miliardi di persone, cifra raggiunta agli ultimi giochi estivi del 2012; bisogna attendersi dei numeri importanti anche sui social network, dove, come evidenziano esempi quali la creazione dell’account Olympic Flame e l’accordo chiuso dalla NBC con Snapchat, la volontà forte è quella di coinvolgere un’audience trasversale e giovane raccontando le storie degli atleti in gara.
Una gran fetta di questi ricavi deriva proprio dalla vendita dei diritti in Nord America, osservando i dati ufficiali del CIO riferiti al quadriennio 2009-2012:

Nell’edizione di Rio è data in aumento la quota parte del mercato sudamericano, che contribuirà a portare i ricavi del quadriennio da 3.8 a oltre 4.1 miliardi di dollari.
Per quanto riguarda le sponsorizzazioni, va fatta la distinzione fra il TOP programme, che racchiude i partner ufficiali del CIO, e le domestic sponsorship, aziende che supportano i comitati olimpici nazionali del Paese ospitante, detti OGOC (Olympic Games Organizing Committee).
I TOP sponsors sono 11 aziende di livello internazionale (Samsung, Coca-Cola, General Eletrics, Bridgestone, P&G, Atos, DOW, Omega, McDonald’s, Visa, Panasonic) che sono i partner ufficiali del CIO e gli unici brand che possono associarsi ai Giochi attraverso i cinque cerchi, e hanno l’esclusiva merceologica sulla categoria di riferimento. Queste aziende, di cui Coca-Cola è il supporter più longevo, essendo a fianco del CIO dall’edizione di Amsterdam 1928, vedranno l’aggiunta di Toyota dal prossimo quadriennio, portando i ricavi del TOP programme oltre il miliardo di dollari. Questi flussi vengono distribuiti per il 40% ai comitati olimpici nazionali e alle federazioni internazionali, per il 50% al comitato olimpico organizzatore e per il restante 10% restano al CIO.
Le Domestic sponsorship prevedono quattro diversi tiers, con pacchetti di sponsorizzazioni diversi che vanno a dividere le 49 companies in Official Sponsors, Offical Supporters, Official Suppliers e Suppliers; i ricavi derivanti da questi accordi, che per il quadriennio corrente superano i 2.5 miliardi USD e hanno quasi quintuplicato il proprio valore in 20 anni, confluiscono direttamente nel budget dell’organising committee.