Il fenomeno PADDLE: da gioco di nicchia a sport di massa

30 October 2019
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Circoli che spuntano come funghi, tornei che si moltiplicano a vista d’occhio, impianti sportivi convertiti per rispondere alle richieste di appassionati e atleti affermati. Il tutto documentato e condiviso sui social.

Se non ve ne siete già accorti, anche in Italia è esploso un nuovo fenomeno sportivo: è il Paddle o Padèl, se preferite la pronuncia spagnola per essere fedeli alle origini sudamericane della disciplina.

Si gioca con una racchetta e una palla, in un campo più piccolo di quello di tennis (10 metri di larghezza, 20 di lunghezza) diviso dalla rete e circondato da “pareti”: vetri e griglie metalliche con cui i giocatori possono interagire, giocando di sponda. 
 

Le origini
 

Nato alla fine degli anni ’70, l’origine del paddle sembra essere legato ad un errore del milionario messicano Enrique Corquera e della squadra di progettisti che avrebbe dovuto costruire un campo da tennis nella sua villa di Acapulco, senza considerare gli spazi ridotti e le mura che circondavano il terreno. Poco male: l’uomo d’affari voleva giocare e l’opera si fece ugualmente. Dimensioni ridotte e pareti intorno al campo: un campo di paddle, appunto. 

Le fonti più romantiche spostano le lancette del tempo a fine ‘800 e collocano la nascita del paddle a bordo dei velieri inglesi, dove i marinai si divertivano a giocare con remi e palline. Altre ancora individuano la culla della disciplina negli Stati Uniti degli anni ’20, precisamente nei parchi pubblici di New York.

 


Dal Sud America all’Italia, passando per la Spagna
 

Indipendentemente dalla sua origine, il paddle si diffonde innanzitutto nel Centro e Sud America, soprattutto in Messico e in Argentina. In Europa, sbarca e diventa popolarissimo in Spagna, dove oggi è considerato il secondo sport nazionale dopo il calcio.

In Italia arriva più tardi, negli anni ’90, ma la sua esplosione è molto più recente: se all’inizio erano pochi i pionieri, per lo più nelle città emiliane, oggi possiamo parlare di un vero e proprio fenomeno di massa, che raccoglie adesioni ovunque, in particolare nelle città più grandi, Roma e Milano tra tutte. 

La federazione nazionale fa parte della Federtennis e per capire la crescita esponenziale del movimento bastano i dati ufficiali: se nel 2014 i tesserati agonisti erano 300, oggi - a distanza di soli 5 anni - sono diventati 7.000, impegnati in oltre 1.000 campi omologati. 

Si svolgerà in Italia anche il prossimo campionato Europeo, in programma dal 3 al 9 novembre 2019 a Roma, trasmesso da SKY in tutta Europa.
 

Ambasciatori d’eccezione
 

Non solo ex tennisti, ma anche calciatori, modelle, attori e personaggi televisivi, politici e imprenditori affermati: se il paddle si è affermato nel nostro Paese è anche grazie alla popolarità dei suoi ambasciatori, protagonisti non solo in campo ma anche nel racconto delle loro performance ai propri fans, in particolare attraverso Instagram. 

Tra gli ex calciatori, il primo è stato l’attuale allenatore della nazionale italiana Roberto Mancini, seguito a ruota da Nicola Berti, Thomas Locatelli, Francesco Totti, Luigi Di Biagio, Stefano Fiore e  Bernardo Corradi.

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò, il presentatore Paolo Bonolis, il manager Gianluca Vacchi, gli attori Sebastiano Somma e Matilde Brandi, lo stilista Jerry Tommolini e la showgirl Cristina Quaranta, sono solo alcuni dei vip che hanno contribuito a diffondere la moda.

Il volano economico
 

L’esplosione della pratica sportiva ha comportato l’accelerazione del volano economico che gravita intorno al mondo dello sport. I corsi di paddle e i circoli si sono moltiplicati, molti campi di calcetto e tennis sono stati convertiti per soddisfare la domanda crescente. 

Da pochi scaffali in qualche negozio di nicchia, oggi agli articoli di paddle sono dedicati interi reparti nelle principali catene sportive, senza considerare gli store online. I brand più in voga sono Bullpadel, Joma, Asics, Head, Siux e propongono varie linee di abbigliamento, scarpe, racchette e accessori.

C’è però un asset ancora più interessante, che si inserisce nel filone degli “sport di partecipazione”: moltissimi circoli o club privati propongono veri e propri pacchetti vacanza a tema paddle, spesso con destinazione Spagna o Sud America, in cui i partecipanti possono sfidare vip e campioni affermati del World Padel Tour. Per fare un paragone calcistico, è come se uno in vacanza potesse fare una partita di calcetto con Cristiano Ronaldo o Messi… Niente male, eh! 

Autore
Enrico Beda