Come realizzare un buon social media report

19 June 2020
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Che tu sia un freelance, il proprietario di un’azienda o un social media manager all’interno di un’agenzia, ad un certo punto ti troverai di fronte alla necessità di valutare una serie di dati che riepiloghino le attività strategiche ed editoriali messe in atto per la comunicazione sui social network.

L’analisi di dati è un’attività necessaria e fondamentale, spesso molto complessa, soprattutto per il lavoro di un social media manager (o di figure analoghe come gli analyst, se lavori in un’agenzia molto strutturata): la valutazione di dati numerici e la loro interpretazione fornisce, infatti, il “termometro” della situazione, ovvero quel metro di misura che ti consente di capire se ciò che hai implementato sui social network dei tuoi clienti (o del tuo business) ha avuto un esito positivo o meno. 

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Ma come si struttura un buon report? Quali sono i dati utili da analizzare? Quali statistiche possiamo inserire e quali, invece, possiamo escludere? 
Qui sotto la nostra guida in pochi e semplici step. 

Primo step: definire gli obiettivi 
 

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Partiamo dal presupposto che non esiste un report “standardizzato” e ottimale che possa andare bene a tutti i clienti. Ad alcuni potranno interessare solamente alcuni dati, che ad altri risulteranno completamente irrilevanti. La prima fase, ovvero di definizione degli obiettivi, è molto importante perché delimita il cerchio della tua analisi e la rende significativa agli occhi del cliente a cui ti viene chiesto di fornirla. 

Di che cosa si occupa il tuo cliente? Con quali obiettivi si è rivolto a te (spinta delle interazioni, aumento della brand awareness, lead generation, conversioni)? Trova il focus principale della tua analisi e svisceralo in diversi punti, perché tra gli aspetti fondamentali di un report troviamo al primo posto la pertinenza. 

Secondo step: definire le tempistiche di analisi 
 

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Il secondo aspetto fondamentale per realizzare un buon social media report è stabilire la corretta finestra temporale che delimita l’analisi delle performance. Può essere che tu sia un esperto social media manager e che con il tuo cliente abbiate pattuito delle cadenze regolari per l’invio dei report (settimanali, mensili, trimestrali e annuali, giusto per portare qualche esempio concreto!); oppure, ti puoi trovare nella situazione in cui il tuo cliente abbia realizzato delle attivazioni particolari (eventi, collaborazioni ad hoc con alcuni influencer) oltre alle attività che già segui per lui.

Chiediti dunque quale sia il periodo di analisi corretto per reperire i giusti dati e se ci sia una finestra temporale di confronto simile per realizzare eventuali comparazioni con attivazioni simili realizzate in passato. 

Terzo step: scelta delle metriche da inserire 
 

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Come spiegavamo nel primo punto, è molto importante focalizzare l’attenzione sui dati rilevanti per il cliente e per l’attività per la quale ti è stato richiesto di fornire un report. 

È corretto inserire delle informazioni a supporto dell’attività che stai svolgendo, anche con dati generici ma rilevanti che riguardando le pagine. Non dimenticare, tuttavia, che il tuo scopo è focalizzarti sui numeri più interessanti per le performance di rilevanza del cliente. Dare per scontato che un cliente abbia sfogliato tutti i libri di social media management o che “parli” la nostra stessa lingua quando ci riferiamo a ROI, engagement e copertura è errato: spetta a te dimostrare la validità del tuo lavoro in termini semplici, fruibili e pertinenti.

Una volta capito quali dati sono più interessanti, è ora di cercarli.
Tranquillo, non sei solo! I principali social network forniscono in-app o via desktop tutte le metriche relative alle pagine. Per quanto riguarda il gruppo Facebook, puoi affidarti agli Insight forniti e che ti restituiscono tutti i dati di cui hai bisogno. Inoltre, esistono numerosi tool (giusto per citare qualche esempio: Iconosquare, Ninjalitics, Fanpage Karma, Talkwalker) che vi restituiscono dati aggregati e anche più complessi, che vi permettono di creare delle finestre temporali di confronti tra dati con la semplicità di un click. 

Quarto step: realizzazione del documento 
 

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Una volta che hai individuato le principali metriche, è necessario inserirle in un documento specifico. Puoi condividerlo in pdf, utilizzando Keynote o PowerPoint come tool per impostarlo; se lavori in un’agenzia probabilmente hai un grafico che avrà realizzato per te e per i tuoi colleghi un template standard che ti permette di replicare le pagine mantenendo una grafica accattivante e non boring. L’errore da non commettere è, infatti, quello di riempire le slide di testi che il tuo cliente non leggerà o che, alla lunga, si riveleranno ostici da scorrere e da interpretare.
Presenta il tuo documento organizzandolo in bullet points, espedienti grafici, icone colorate che rendano il tutto più fruibile e meno boring possibile.
L’organizzazione corretta di slide numerate per singolo argomento ti saranno molto utili per mantenere il ritmo del report e la sua fruizione. 

Ti consigliamo di concludere il tuo documento, specie se ricco di numeri e confronti tra dati, con dei “Takeaways”: una sorta di brevi pillole che descrivano in punti brevi e molto sintetici l’andamento dell’attività.
È bene che l’invio del report sia integrato da una mail scritta appositamente per il tuo cliente, sintetizzando i punti principali emersi durante l’analisi.

In definitiva, un report viene valutato interessante quando è spiegato in maniera chiara, è conciso ma allo stesso esaustivo e pertinente: tieni a mente questi main pillar per centrare il punto e… buona fortuna! 

Autore
Alice Manza